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Sessione Respiro

Lezione 2: come modulare il respiro

Il respiro è un meraviglioso elemento di sincronia interiore perché non essendo sotto il nostro diretto controllo cosciente, avviene in relazione al ritmo della nostra vita.

E quando accade… trasmette ossigeno nel nostro sangue e produce energia nel nostro corpo…

Inoltre, se portiamo l’attenzione in modo sistematico al respiro, capacità che è propria della pratica meditativa, possiamo quietare la mente e ritrovarci nel nostro spazio di silenzio interiore in cui emergono e si manifestano tutte le risposte su ciò che siamo…

Osservare e mantenere la respirazione calma fa parte di questo corso di meditazione che, dovendo tenere in considerazione che ognuno di noi respira in modo diverso, offre la possibilità di sperimentare nel suo percorso differenti modulazioni.

Nel farne esperienza potremo scegliere quale proposta risulta quella più affine alle nostre corde e mantenerla, nel rispetto delle proprie tempistiche, fino a che non ne sentiremo più la necessità…

Inoltre, grazie a queste svariate sperimentazioni, possiamo diventare consapevoli che ogni onda di pensiero è portatrice di un certo tipo di emozione, e che questa, a sua volta, si esprime attraverso una specifica tipologia di respirazione, più o meno profonda, più o meno veloce.

Nell’iniziare a praticare può succedere di scivolare in qualche film associativo mentale anche quando crediamo di mantenere l’attenzione alla respirazione…

È quindi consigliato utilizzare, per neutralizzare il più possibile questo inconveniente, elementi pratici, misurabili, pragmatici durante tutta la pratica.

Quindi, regolarizzare coscientemente il respiro è il mezzo più efficace, non solo per neutralizzare i pensieri, ma anche per notare se la nostra attenzione sprofonda nell’immaginazione involontaria.

Ricordiamoci che non è possibile concentrarci su più di un pensiero alla volta.

 

MODULAZIONE 1 … ascoltare il respiro (Esercizio 1)

Conoscere in modo cosciente il nostro respiro…

 

MODULAZIONE 2 … contare i mezzi respiri (Esercizio 2)

Contare mentalmente i nostri respiri…

Prestare attenzione alle due fasi della respirazione richiede due volte la nostra concentrazione e questa semplice attenzione ci facilita l’apprendimento della pratica,

1 inspirando, 1 espirando, 2 inspirando, 2 espirando e così via, fino ad arrivare a 10 per poi ritornare di nuovo a contare da 1…

 

MODULAZIONE 3 … pensare al respiro (Esercizio 4)

Molte persone trovano che sia più difficile contare i respiri che concentrarsi solo sulle sensazioni della respirazione…

Quindi, invece di contare i respiri, si può recitare mentalmente mentre inspiriamo: inspira… (e mentre espiriamo) … espira… inspira, espira, inspira, espira fino alla fine della pratica…

 

MODULAZIONE 4 … contare i mezzi respiri all’indietro (Esercizio 5)

Questa volta, se contiamo, per stimolare la nostra presenza e attenzione possiamo provare a contare all’indietro, da 10 a 1.

Sempre nel contare le nostre respirazioni, prestiamo continua attenzione ai movimenti collegati della pancia o del torace sentendo l’inizio e la fine del movimento.

 

MODULAZIONE 5 … contare i mezzi respiri modificando il numero terminale

Quando percepiamo che il raggiungimento del numero dieci potrebbe diventare un traguardo da conquistare e quindi comincia a generare un automatismo, possiamo arrivare ad otto e poi ricominciare o contare all’indietro e continuare così per tutta la durata della pratica…

 

MODULAZIONE 6 … contare il respiro completo (Esercizio 6)

Ora che siamo diventati più consapevoli e attenti ai processi del nostro corpo possiamo passare a contare il nostro respiro una sola volta, senza contare quindi i mezzi respiri ma bensì la fase respiratoria completa…e anche se è più difficile dovremmo contare dopo l’espirazione in quanto l’espirazione è una fase di abbandono ed è più facile distrarci…

Inspirazione ed espirazione e contiamo uno… inspirazione ed espirazione e contiamo due

 

MODULAZIONE 7 … le pause (Esercizio 7)

Durante questo processo, nell’avvertire l’inizio e la fine di ogni atto respiratorio, fermiamoci per circa tre secondi tra le brevi pause dopo l’inspirazione e l’espirazione, perché è proprio il quell’intervallo che possiamo sperimentare, intendere, vedere e sentire in relazione al centro vitale.

Quest’area, in cui si concentra la nostra energia interiore primordiale, si trova interiormente due/tre dita sotto il nostro ombelico e corrisponde alla fine della discesa dell’inspiro e all’inizio della salita dell’espiro.

Noteremo anche che è più facile distrarci espirando, mentre ispirando siamo più attenti e percettivi. Di conseguenza più indugiamo sulle ispirazioni meno penseremo e, cominciando a conquistarci i tesori illimitati che la meditazione ci può donare, sentiremo prodursi una sensazione luminosa proprio a livello del centro vitale.

Inoltre, durante la pausa dopo l’espirazione, si avverte una certa tranquillità che risuona nella mente mentre nell’inspirazione i pensieri tendenzialmente tornano ad agitarsi e imparando ad approfittare di questo intervallo possiamo, non solo evitare di far riprendere vitalità alla nostra mente durante la successiva inspirazione, ma riconoscere il

vuoto esistente tra due pensieri successivi…

 

Quando ci sentiremo pronti…

 

MODULAZIONE 8 … seguire il respiro con la mente (Esercizio 11)

 

Cominciando a sperimentare la consapevolezza possiamo smettere di contare e cominciare a seguire il respiro con la mente e, nel seguire il suo processo, usare le varie modulazioni con il contagocce e solo nei momenti in cui è realmente necessario.

 

Consideriamo che anche se questi esercizi ci possono sembrare ripetitivi e superflui, sono invece tutti passaggi preziosi da assimilare che renderanno la nostra meditazione molto più efficace in breve tempo.