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Scrivo da sempre…portando inseparabilmente con me un carnets de voyage dove raccogliere appunti e spunti da elaborare.

Christiane Casazza

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AFFERMAZIONI

07/09/2020 chriscasazzahotmail-com 3 min read No Comments

AFFERMAZIONI

07/09/2020 chriscasazza@hotmail.com 3 min read No Comments

... le nostre risorse interiori

L’affermazione è il punto di partenza, il primo passo che apre la via al cambiamento

Christiane

 

Qualsiasi stimolo ripetuto più volte nel nostro cervello non solo diventa ben presto un’abitudine ma promuove un meccanismo di mutamento che può rappresentare un primo passo per aprire la via al cambiamento

Quindi, quando formuliamo affermazioni, non solo indichiamo all’inconscio che ci stiamo responsabilizzando e che possiamo e vogliamo fare qualcosa per migliorare, ma modifichiamo senza fatica vecchie abitudini negative.

Di conseguenza questa meravigliosa tecnica può diventare il supporto su cui poggiare i cambiamenti da apportare.

Le affermazioni sfruttano la legge di attrazione che è la forza che collega i pensieri alla realtà e vanno selezionate in base alle aree della vita che intendiamo migliorare e poi usate come una sorta di mantra…

Possiamo ripeterle quando attraversiamo un momento triste o per riuscire ad affrontare con la giusta consapevolezza un evento che ci procura tensione.

Il modo per usarle e quello di ripeterle a noi stessi mentalmente o a voce alta, durante la giornata o ogni volta che ci vengono in mente, specialmente prima di addormentarci o appena dopo il risveglio.

Usiamo quelle che ci piacciono di più, trascriviamole e mettiamole nei posti della casa o del luogo di lavoro in cui le possiamo vedere più spesso.

Leggiamole spesso, trascriviamole nei nostri quaderni, magari anche ripetendole con intensità emozionale più e più volte.

Pensiamole ogni qual volta un pensiero negativo ci viene in mente.

E’ risultato dagli esperimenti sulla formazione dei meccanismi mentali automatici che una suggestione si deve ripetere per una frequenza di ventuno giorni in stato rilassato, prima che questa diventi parte del subconscio.

L’inconscio essendo molto diretto, non ha ne strategie ne obbiettivi da perseguire e quindi non riconosce le negazioni, non, mai, nessuno.

Le frasi oltre a risultare chiare, precise e positive devono svolgersi al tempo presente, come se esistessero, e indicare quello che vogliamo sperimentare personalmente nella nostra vita.

Quando le frasi potenzianti saranno ovvie, significherà che il sentirle ripetere ancora ci provocherà un sentimento di accettazione e di convinzione e, allora finalmente sapremo davvero che sono vere….

La pratica meditativa è uno tra i metodi più efficaci per scoprire i nostri schemi di pensiero inconsci perché è grazie a questa ginnastica mentale che possiamo riconoscere quelli malsani e in seguito accettarli per poterli trasformare.

Pensare di non pensare a qualcosa…è già pensare a quella cosa.

Christiane

 

PS: Scrivetemi se volete ricevere la MEDITAZIONE…affermazioni per programmare il subconscio

ZEN…l’arte di vivere

È certamente una pratica condivisibile quella che di cui si parla in questo post. Questo principio è usato anche in pratiche meditative come la recitazione di mantra o la ripetizione del nome del Buddha Amida. In sostanza si tratta di mantenere l’attenzione su un’affermazione che si è deciso di ritenere importante per la propria vita (o anche solo per la propria giornata). Si può farne uso in diversi modi: per esempio si può cercare di usare quella determinata affermazione come un punto fermo a cui cercare di mantenere ancorata la mente per impedirle di inseguire e/o aderire a tutto quello che le capita di percepire. Oppure si può usare un’affermazione per mantenere vivo il concetto che tale affermazione richiama per tutto il tempo che si desidera. Oppure ancora si può usare una serie ben definita, anche nell’ordine, di affermazioni per arrivare all’obiettivo supremo: quello di non avere più bisogno di alcuna affermazione. Come si può facilmente intuire, tutti questi modi di usare le affermazioni sono validi e utili per diversi scopi. C’è però ancora una sfaccettatura che vorrei evidenziare: si può praticare l’uso di certe opportune affermazioni per prepararsi a saltare un fosso molto importante. È un fosso fittizio perché nasce dal nostro essere separati dalla realtà in cui siamo costantemente immersi. È il fosso delle nostre convinzioni, delle nostre preferenze, di tutto quello che non vogliamo vedere o accettare. Insomma è il fosso che creiamo continuamente per non voler, più o meno coscientemente, vivere la realtà.

Antonio/Zen

Il disegno è dell’artista Dina Alchildieva

chriscasazza@hotmail.com

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