Può oggi essere l’ultimo giorno di una data che non c’è
può oggi essere l’ultimo giorno in uno spazio di tempo che è stato costruito
solo perché simbolicamente porta con sé una storia
che ci fa immergere nelle trame di un vissuto…
Fermiamoci un attimo a osservare questo spazio di tempo…
esploriamolo nelle trame della sua tela…
quanto riusciremo a trattenere di tante esperienze…
quanto riusciremo ad elaborare…
quanto riusciremo a trasmutare in sorrisi…
Ci sentiamo pesanti o leggeri…
lasciamo andare…
lasciamo andare…
lasciamo andare…
fermandoci nel qui e ora…
fermandoci nell’adesso…
perché solo l’adesso è tutto ciò che esiste
Restiamo nell’adesso… proviamoci …
cosa vediamo … luce…
cosa sentiamo… pace…
Portiamo con noi la speranza
portiamo con noi la saggezza
portiamo con noi la sicurezza
che nulla andrà mai perduto
perché tutto resta dentro di noi…
Noi non siamo solo in quello che abbiamo provato
non siamo solo nel nostro modo di reagire
non siamo solo nel nostro cercare l’amore
lasciamo andare quella rabbia…
lasciamo andare quel dolore…
Nell’adesso si dissolve tutto…
nell’adesso non c’è più nulla
ma è proprio in quel nulla
che possiamo trovare tutto…
Christiane
ZEN …l’arte di vivere
C’è una storia in cui il Buddha, dopo essersi alzato, una mattina, andò direttamente da un bramino chiamato Kesibharadvaja, un contadino che arava e coltivava i campi. In India, quando vedete un monaco dinanzi a voi, significa che sta chiedendo cibo. Quando il contadino vide il Buddha, gli disse, “Tu non fai nulla, chiedi cibo e basta. Io sto sempre a lavorare, arando e coltivando. Dovresti darti da fare anche tu”. Il Buddha replicò: “Amico, anch’io ho lavorato, arando e piantando, come tu stai facendo adesso; ma la tua azione è esterna, mentre la mia è interiore. Ho fiducia nella mia via: ciò equivale a un seme. Per coltivare, hai bisogno di semi; per il mio lavoro, ho bisogno di fiducia. Anch’io possiedo un aratro: è la sapienza intuitiva. Tu usi un vomere e un pungolo, e nel mio lavoro ciò equivale alla consapevolezza oggettiva. Tu usi finimenti per attaccare i cavalli o i bufali all’aratro: nel Dharma è il samadhi, o fermezza mentale. Arando e coltivando, tu hai anche bisogno di riposo: anch’io lo uso nel mio lavoro sotto forma di pace, nelle attività sia corporee che mentali. Io medito passivamente, senza costruire resistenze in me stesso. Così il raccolto del mio campo è il nirvana”
Antonio – Zen